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“Amai la verità che giace
al fondo,
Quasi un sogno obliato, che il dolore
Ricopre amica. Con paura il cuore
Le si accosta, che più non l’abbandona”.
(Umberto Saba, da Amai, in
Canzoniere) |
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Poeta del XX secolo, Saba nacque il 9 Marzo
1883 a
Trieste, da madre ebrea e padre cristiano. La mancanza
della figura paterna costrinse la madre ad affidare il bambino alla
contadina slovena Peppa Sabbaz; egli fu subito conquistato dal
carattere estroverso, allegro ed espansivo della nutrice, che lo
portò ad allontanarsi dalla figura della madre causando in lui il
disagio di un’ambivalenza affettiva che lo tormentò per tutta la
vita. Il cognome d’arte Saba, che il poeta assunse dopo i precedenti
Chopin e Umberto di Montereale, sembra fosse legato al forte ricordo
della nutrice; mentre altri lo attribuirebbero alla parola ebraica
che indica il "pane". Nel periodo di produzione dell’autore, a
Trieste, unico porto dell’Impero Austro-Ungarico, circolavano tre
lingue: il tedesco, il dialetto, lingua maggiormente in uso, e
l’italiano, che faceva parte di una tradizione letteraria alta alla
quale Saba aderì con una poetica semplice e originale che si
allontanava dalle correnti dominanti del tempo. Tutti gli aspetti
della vita giornaliera e della sua stessa vita entrano nella sua
poesia attraverso parole domestiche, le prime venute, "parole senza
storia",e quindi scelte per la loro concreta oggettività. La donna
amata è per lui una sorta di appoggio concreto nella vita di tutti i
giorni, Trieste rappresenta invece l’espressione del suo stato
d’animo. Di Saba possiamo dire che egli si rende compartecipe dei
sentimenti da lui espressi nelle sue stesse poesie; egli è infatti
legato a ciò che racconta da una forte affettuosità, che fonde un
premeditato oggettivismo con una spontanea soggettività. Il giudizio
della critica sull’opera di questo poeta fu inizialmente perplesso,
soprattutto a causa dei suoi versi, giudicati apparentemente poco
dotati di freschezza ed originalità. Oggi Saba, compreso al di fuori
degli schemi dell’epoca, viene considerato uno dei più grandi poeti
del
Novecento italiano.
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