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“Scrivere vuol dire scrivere di sé,
in modo più o meno dichiarato…
scrivere per me è stato anche il tramite
per entrare nelle vite degli altri”.
(Lalla Romano)


Graziella, (nome scelto dal padre dalla novella di Lamartine, in omaggio a Napoli) detta Lalla, Romano nacque a Demonte , in provincia di Cuneo, l’11 novembre del 1906, da una famiglia di antiche origini piemontesi. Cresciuta in un clima ricco di sollecitazioni culturali, dopo il liceo s'iscrisse alla Facoltà di Lettere dell’Università di Torino, dove i professori Ferdinando Neri e Lionello Venturi influirono profondamente sulla sua formazione. Su suggerimento di Venturi frequentò la scuola di pittura di Felice Casorati, e cominciò ad occuparsi di critica d’arte. Nel 1928 si laureò a pieni voti, all’Università di Torino,  in letteratura romanza con una tesi sui poeti del “dolce stilnovo”. Dopo aver fatto la bibliotecaria a Cuneo, si trasferì a Torino con il marito Innocenzo Monti e con il figlio. Qui insegnò storia dell’arte in vari istituti, continuando a coltivare la sua passione per la poesia e per la pittura. Tra il 1925 e il 1928 frequentò lo studio del pittore Giovanni Guarlotti, compì numerosi viaggi a Parigi, conobbe i nuovi fermenti artistici ed entrò in contatto con Cesare Pavese  (con cui era stata anche compagna di università e per il quale, durante la guerra, tradusse i Trois contes di Flaubert), Mario Soldati, Franco Antonicelli, Arnaldo Momigliano, e Carlo Dionisotti.
Iscritta al Partito d’Azione, prese parte attiva alla Resistenza, esperienza i cui echi confluirono in molte sue opere.
Attenta al quotidiano, sempre relazionato all’universale, al privato, allo studio degli esseri umani e al tessuto dei loro rapporti ed affetti familiari e quotidiani in sensibilità squisitamente femminile, ma priva di sentimentalismo e vittimismo. Ha attraversato per intero il Novecento, con le sue ombre e  luci, con silenzi lunghissimi e attività febbrile, come scrittrice di versi, racconti, saggi, recensioni, dedicandovisi, ormai praticamente cieca, fino alla morte, avvenuta a 95 anni, il 26 giugno del 2001, nella sua amata casa milanese di via Brera.

 

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L E T T E R A T U R A . I T

A cura di Marianna Passamonte; aggiornamento a cura di Giulia Guasco, maggio 2007
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