PER CONOSCERE SU INTERNET IL MAGGIOR COMMEDIOGRAFO ITALIANO

 

 

«Tutto il mio piacere consiste in vedermi servita, vagheggiata, adorata. Questa è la mia debolezza, e questa è la debolezza di quasi tutte le donne.[…] Voglio burlarmi di tante caricature di amanti spasimati; e voglio usar tutta l'arte per vincere, abbattere e conquassare quei cuori barbari e duri che son nemici di noi, che siamo la miglior cosa che abbia prodotto al mondo la bella madre natura».
(Mirandolina, da LA LOCANDIERA, atto primo)
 


Goldoni, inizialmente impegnato come avvocato, si dedica al teatro in un secondo tempo, iniziando a collaborare prima con la compagnia di Medebac e poi con il teatro San Luca a Venezia, città che abbandonerà solo negli ultimi anni della sua vita, trasferendosi a Parigi. La sua carriera da commediografo vanta, oltre a 200 opere teatrali scritte nei dialetti e in italiano, la responsabilità di una gran riforma del teatro. Infatti, dalla commedia dell’arte, caratterizzata da improvvisazione e da maschere, passa progressivamente a una commedia basata su testi interamente scritti e su personaggi che cominciano a sviluppare una loro individualità, all’interno di un ambiente sempre più verosimile. Questa riforma si realizza pienamente solo con le sedici commedie scritte nel 1750, soprattutto nel La locandiera. Nelle ultime commedie i valori positivi, prima propri dei borghesi, sono incarnati dal mondo plebeo e dalla collettività, dando origine a quella che sarà chiamata commedia corale, di cui abbiamo ottimi esempi in Il campiello e in Il ventaglio.
 

 

 ALL'ESTERO

- In Inghilterra
 

 RICERCHE BIBLIOGRAFICHE

- SBN
- MAI

 

L E T T E R A T U R A . I T

A cura di Elisabetta Gadaleta; aggiornato da Caterina Sala, maggio 2007
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