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“In quel primo dopoguerra, lavorando fuori d’Italia, ospite dei
vincitori, io non potevo transigere dove fosse in questione la
storia italiana e la mia propria competenza. All’Italia meritamente
disfatta e a ogni cittadino italiano, me compreso, era tolto il
diritto, nonché la forza di competere. Soltanto i superstiti
dell’Italia prefascista e gli esuli potevano illudersi e protestare.
Ma tornata la pace, si era riaperta la competizione nel lavoro,
negli studi. Qui, negli studi di storia e letteratura italiana,
anche io potevo competere vantaggiosamente”.
(Carlo Dionisotti,
dalla Premessa agli Appunti su arti e lettere) |
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Nato a Torino nel 1908 da
padre
romagnanese e da madre
luganese,
nel capoluogo piemontese si laureò, ma la maggior parte della
propria attività universitaria egli la svolse a Londra quale docente
al Bedford
College. Emigrò nel 1947 lasciando un'Italia che non gli
aveva fornito tutti gli strumenti utili al proprio studio per vivere
in quell'Inghilterra che egli stesso definì "terra con grande senso
di responsabilità verso gli studi; e che a fronte della nostra
retorica mostra una tradizione biografica molto fornita".
Curò un’antologia di testi delle
origini nonché edizioni del Bembo e del Guidiccioni che gli valsero
la libera docenza, quindi l’assistentato e gli incarichi di
insegnamento all’università di Torino e alla Sapienza di Roma, con
Natalino Sapegno. Indagò, con sicuro metodo, la storia della
letteratura e della filologia italiana specialmente tra Quattro e
Cinquecento. Con
G. Billanovich e A. Campana fondò e diresse, dal 1958, la
rivista annuale Italia medioevale e umanistica. Il suo nome
rimarrà legato alla sua più importante raccolta di saggi
Geografia e storia della letteratura italiana (1967),
opera nella quale sottolinea il carattere policentrico del nostro
Paese, ponendosi così in aperta polemica rispetto alle idee unitarie
proposte da De Sanctis nella sua Storia della letteratura
italiana. Nel 1980 pubblicò la silloge di studi machiavelliani
Machiavellerie. Storia e fortuna di Machiavelli e, nel 1988,
gli Appunti sui moderni. Foscolo, Leopardi, Manzoni e altri.
Socio nazionale dei
Lincei dal 1987, tra le sue ultime opere, risalenti
agli anni novanta, Aldo Manuzio umanista e editore e
Appunti su arti e lettere, libro non meno interessante per gli
studiosi di letteratura che per gli storici dell’arte. Da ricordare
gli illuminanti ritratti di A. Momigliano e N. Sapegno raccolti nel
volume postumo Ricordi della scuola italiana (1998).
Dionisotti, poco prima della morte, aveva riunito numerosi scritti
occasionali, dedicati prevalentemente a figure eminenti di studiosi
ed eruditi italiani o a problemi particolari di storia letteraria e
civile. La morte gli sopravvenne il 22 febbraio 1998, a Londra. |
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Mostra
bibliografica
Un
maestro della letteratura: Carlo Dionisotti tra storia e filologia
(1908-1998)
Biblioteca
Civica Negroni, corso Cavallotti 4, Novara
19 settembre-20
ottobre 2008
inaugurazione:
venerdì 19 settembre ore 17
(info 0321 3702800)
con volume-catalogo
Un maestro della letteratura:
Carlo Dionisotti
tra storia e filologia.
Testimonianze, immagini, inediti e
bibliografia
Interlinea
(info:
0321 612571, edizioni@interlinea.com
www.interlinea.com)
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