|
“Canzone, io so che tu girai parlando
A donne assai, quand’io t’avrò avanzata.
(Vita Nuova,cap.
19, par. 13, vv. 57-58)
E se non vuoli andar sì come vana,
non restare ove gente sia villana:
ingegnati, se puoi, d’esser palese
solo con donne o con omo cortese,
che ti merranno là per via tostana”.
(Vita
Nuova, cap. 19,
par. 14, vv. 63-67)
|
|
Dante Alighieri, nato
a Firenze nel 1265, è da sempre e da tutti ricordato come il
“sommo poeta”, qualifica che, a buon diritto, gli è stata attribuita grazie
principalmente al suo grande capolavoro, la “Comedìa” (poi ribattezzata dal
Boccaccio
"Divina Commedia"), ma anche alle sue altre non meno importanti
opere letterarie. Oltr all'attività di scrittore, non sono però da
dimenticare almeno altre due sue grandi attività: quella politica e quella
linguistica. Due i testi emblematici che testimoniano al meglio il pensiero
di Dante su questi due temi: il “De monarchia” (scritto tra il 1313 e il 1318) e il “De vulgari
eloquentia” (composto nel biennio 1303-1304). L’attività
politica di Dante è da sempre nota a tutti, meno conosciuta è tuttavia la
sua teoria sul modello ideale di istituzione politica (che non è mai stata
veramente presa in considerazione anche perché quando venne scritto il De Monarchia, la fazione politica
dei guelfi, a cui Dante apparteneva, era stata da poco sconfitta, per cui
il trattato risultava inapplicabile in una società ormai governata
dall’ideologia opposta). Il motivo, invece, dell’iniziale “dimenticanza”
del grande contributo che l’Alighieri aveva dato alla “questione della lingua”
è causato dall’incredibile successo che da subito ha avuto la Divina
Commedia, tale da oscurare alcune tra le altre opere (come appunto il “De
vulgari eloquentia”) che vennero così "riposte nel dimenticatoio”. Fu
solo nel '500 che, grazie al Trissino
(che portò come modello di lingua nazionale la teoria che Dante aveva
elaborato nella sua opera), si rincominciò ad apprezzare il lavoro
linguistico dantesco. Da allora (grazie anche alla prima edizione per opera
di Jacopo Corbinelli sempre nel XVI secolo) si poté avere un’immagine del
poeta “a tutto tondo”.
- Cercare informazioni
su Dante in internet comporta una certa difficoltà ci si trova davanti una
quantità talmente vasta di informazioni che, se da una parte si è sicuri di
riuscire a trovare ciò che si sta cercando, dall’altra parte è arduo
riuscire a discernere, in mezzo ad una miriade di informazioni su ogni
sfaccettatura del poeta, notizie che siano veritiere e storiche e che
non siano opinabili pareri elaborati da un qualsiasi studioso che ha
operato una personale rilettura del “padre della letteratura italiana”.In
rete si possono trovare biografie di ogni genere, che evidenziano di volta
in volta aspetti diversi della sua vita. Sono facilmente rintracciabili
tutti i testi spesse volte corredati da analisi ed approfondimenti.
|