“C’ERA UNA VOLTA UN RE”: TUTTE LE INFORMAZIONI ON LINE SUL PAPÀ DI PINOCCHIO

   

Lo so: ed è per questo che ti ho perdonato. La sincerità del tuo dolore mi fece conoscere che tu avevi il cuore buono: e dai ragazzi buoni di cuore, anche se sono un po' monelli e avvezzati male, c'è sempre da sperar qualcosa: ossia, c'è sempre da sperare che rientrino sulla vera strada. Ecco perché son venuta a cercarti fin qui. Io sarò la tua mamma.
(CARLO COLLODI, Le avventure di Pinocchio, cap. 25)


Il burattino e tutta l’allegra combriccola delle Avventure di Pinocchio, famosissimi nell’immaginario collettivo, sono riusciti ad eclissare la fama del  loro creatore.

Per esempio ben pochi sanno che Carlo Lorenzini, non nacque a Collodi come lo pseudonimo fa pensare, ma a Firenze, in una modesta abitazione simile alla stanzina di Geppetto. E come Geppetto porta sotto braccio un pezzo di legno non sapendo che è vita vera, allo stesso modo Collodi ideò Pinocchio per caso, senza prevederne il successo, addirittura secondo una leggenda lo scrisse in una notte per pagare certi debiti di gioco. Capiamo così che dietro al nostro autore si nascondeva un’anima ribelle e monellesca, come quella del suo burattino. Era un uomo lunatico e bizzarro, sfogava nel  risentimento e nell’ironia la delusione di aver combattuto per un’unità nazionale che una volta raggiunta non lo soddisfaceva. Possedeva una  personalità duplice: detestava la folla e il chiasso, ma paradossalmente si occupava di teatro ed era un cronista attento. Riuscì a risolvere la sua nevrosi interiore solo nella maturità, quando incontrò lo spazio liberatorio della fiaba. Qui le contraddizioni potevano convivere liberamente in un universo fantastico diverso da quello reale. Dopo la lunga carriera di giornalista satirico, espresse quindi la sua vena creativa più genuina nell’ambito della letteratura per l’infanzia. Il mondo di Pinocchio è avvolto in un’ atmosfera magica, sfumata e trasgressiva, ma è regolato da una morale concreta e grigia: per lasciarsi alle spalle il limbo dell’infanzia, dove l’individuo è un burattino in balìa degli eventi,bisogna comportarsi bene. Pinocchio si trasforma in un ragazzo a tutti gli effetti, certo però meno vivo di un burattino di legno. Si tratta di una morale adatta per educare al senso nazionale i neo-italiani, che tra l’altro grazie a questo libro si impadroniranno anche di una lingua comune.

 

L E T T E R A T U R A . I T

A cura di Elisa Rossi, marzo 2004
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