PER CONOSCERE L’AUTORE DEL “DECAMERON”, UNO DEI PADRI DELLA LETTERATURA ITALIANA

 

 

VITA

- Dati biografici
-
Tra leggenda e realtà

 

OPERE

- Elenco opere
- Itinerario stilistico
- Cronologia opere
- Opere minori
- Opere e periodi
- Aforismi

 

DECAMERON

- Stile
- Sommario
- Riassunto
- Indice X giornate
-Novella dagli albòri all'età contemporanea 

 

TESTI ON LINE

- Decameron
- Trattatello in laude
  di Dante

- Elegia di M. Fiammetta
- Il Corbaccio
- Ninfale fiesolano
- Il Filostrato
- Commedia ninfe
  fiorentine

- Il Filocolo
- Componimenti lirici

-Comprensione opere minori

 

RECENSIONI

- Italinemo
- Studi sul Boccaccio
- Repubblica letteraria
- Pasolini
 

 

“Dicono adunque alquanti de' miei riprensori che io fo male,
o giovani donne, troppo ingegnandomi di piacervi,
e che voi troppo piacete a me. Le quali cose io apertissimamente confesso, cioè che voi mi piacete e che io m'ingegno di piacere a voi”.
(Decameron, Introduzione alla quarta giornata)


Giovanni Boccaccio, nato nel 1313 a Certaldo in Toscana, può ben essere considerato il padre della prosa volgare italiana e, insieme a Petrarca e a Dante, il più importante scrittore del XIV secolo sia in Italia che in Europa.
 Dopo i primi studi a Firenze, nel 1327 si trasferisce a Napoli dove si dedica ai classici latini e alla letteratura italiana e francese e proprio qui vedono la luce le sue prime opere: Filocolo, Filostrato, Teseida, Caccia di Diana e Rime.
Durante i successivi soggiorni a Firenze e nelle corti di Romagna compone oltre al Ninfale fiesolano e ad altre opere minori, la sua opera capitale: il Decameron, terminato nel 1351. E’ in questi anni che stringe amicizia con il “glorioso maestro”, Petrarca, e si dedica allo studio dell’opera dantesca.
Viene a mancare nel dicembre 1375.
Come ben emerge leggendo il Decameron, Boccaccio sa esprimersi attraverso una considerevole varietà di toni e di stili in virtù del suo sperimentalismo. L’autore si dimostra inoltre ben attento a tutta la realtà, pronto a rappresentarla integralmente, da osservatore imparziale, nei suoi aspetti molteplici e talora contrastanti: una realtà in continuo mutamento.
L’uomo, con le sue qualità e i suoi vizi, è il protagonista unico di vicende dove agiscono tre motivi o molle fondamentali: Fortuna, Amore e Intelligenza, presentate in tutta una ricca gamma di possibili sfumature.
C'è da dire che Boccaccio impone nel Decameron una poetica realistica che comporta, oltre al citato pluristilismo, precisione di dettagli, descrizioni circostanziate, riferimenti “storici” a luoghi o persone reali. C’è assenza di questioni religiose, morali e politiche, e si individua nel naturalismo e nella rappresentazione realistica del mondo dei sensi il suo motivo ispiratore.
L’amore, uno dei temi principali del Decameron, è visto come un istinto irrefrenabile, come legge naturale: la concezione laica presente è ben distante da quella della produzione boccacciana precedente. L’opera è destinata a fornire diletto e insieme consigli pratici di comportamento alle donne innamorate e, quanto ai contenuti, esprime l’intenzione di narrare “novelle piacevoli e aspri casi d’amore e altri fortunati avvenimenti”.
Novelle esemplari dunque ma non di tipo etico-religioso!

 

L E T T E R A T U R A . I T

A cura di Stefania Giussani; aggiornato a maggio 2007 da Eleonora Vio
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