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«[…] e
del mio vaneggiar vergogna è ’l frutto, e ’l pentersi, e ’l
conoscer chiaramente che quanto piace al mondo è breve
sogno». (Dal “Canzoniere”, 1, vv.
12-14) |
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Di Francesco Petrarca (Arezzo 1304-Arquà 1374) è
curioso ricordare un auspicio completamente disatteso dalle
preferenze dei lettori di ogni epoca (con la parziale eccezione del ‘400
umanista): il poeta toscano sperava
infatti di ottenere fama imperitura dalle opere in lingua latina
(“Africa”, “Secretum”, “De vita solitaria”,
“Seniles”, “Familiares”,
“De otio religioso”, e altre minori), le uniche che ritenesse degne
di una produzione letteraria di alto livello. Mai avrebbe pensato
che a renderlo amato da generazioni di scrittori e studiosi sarebbero state le sue
nugae le
poesie “leggere” scritte sulla scia lunga della tormentata relazione
con Laura e rielaborate per tutta la vita, forse come “terapia della
parola”, automedicamento dell’anima. Poesie raccolte in un organismo
unitario, una vasta cornice a cui il nostro ha dato non a caso un
titolo, “Rerum vulgarium fragmenta”, sconosciuto ai più e
volgarizzato-riassunto in “Canzoniere”, nuovo segnale della damnatio
memoriae del Petrarca latino. Sannazzaro, Boiardo, Ronsard,
Shakespeare, quest’ ultimo in chiave ironica, hanno raccolto e
rielaborato l’ eredità petrarchesca, con un’ adesione che a volte si
limita alla forma e altre ne attinge la linfa vitale. Anche un
geniale prosatore del ‘500 come Niccolò Machiavelli scelse un
componimento del “Canzoniere”, non d’amore ma di alto impegno
civile, “Italia mia, benché ‘l parlar sia indarno”, per incitare
dalle pagine del suo “Principe” gli “italici cor” ad opporsi alle
invasioni di francesi e spagnoli. Il piatto della bilancia pende
decisamente a favore del Petrarca volgare, con buona pace del
Petrarca umanista e latino. La ricerca di notizie sul Web non è
priva di difficoltà, a cominciare dall’alto numero di siti che
contengono le parole FrancescoPetrarca (quasi 60.000), ovviamente
non tutti di buona qualità. Altri ostacoli sono la duplicazione di uno
stesso indirizzo e i links che spesso afferiscono agli stessi siti.
Risultano particolarmente citati quello dell’ Università di Firenze
(che contiene l’ elenco delle riviste petrarchesche e le iniziative
per il settimo anniversario della morte del poeta), liberliber.it e
quelli curati dal professor Luigi De Bellis.
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