Da eterna poesia a noi vien Dante. Un poeta sulle orme di Dante: Clemente Rebora (Il Mulino) è il volume di Roberto Cicala

In sintesi. Un poeta che ha fondato il Novecento, il milanese Clemente Rebora, tra i «maestri in ombra» di Montale e Pasolini, ha vissuto la sua esistenza come un inferno (durante la Grande Guerra dove subì un trauma e fu soccorso dall’amore di una donna), poi un purgatorio (alla ricerca di un’identità e di una «scelta tremenda») e infine un paradiso (dopo la conversione e gli ordini religiosi presi in età avanzata, con un calvario fisico e mistico). Tutto è stato vissuto e riletto da Rebora, come nessun altro autore italiano contemporaneo, alla luce della Divina Commedia, sempre al centro della sua produzione, tanto da lasciare un’edizione del poema con postille in matita rossa e blu a indicare grazia e peccato. Roberto Cicala, da sempre indagatore di carte d’autore, offre un saggio avvincente tra biografia e critica con una ricca appendice di inediti, tra cui gli appunti delle lezioni su Dante, maestro di etica ed estetica, letteratura e fede.

Dalla presentazione di Alberto Casadei, «Il trentennale lavoro di Roberto Cicala con questo volume porta a compimento un’impresa davvero pregevole e innovativa. Il lavoro interpretativo si è fondato sulla paziente raccolta di testimonianze e sullo studio filologico di materiali danteschi appartenuti al poeta milanese, come l’edizione Scartazzini-Vandelli della Divina Commedia, su cui egli stesso ha stratificato vari tipi di commenti e postille nel corso di decenni, quindi senza abbandonarla dopo la conversione. Da questo tipo di note (nonché da cartigli sparsi) si ricavano con chiarezza i luoghi testuali che attiravano Rebora, confermati dai quaderni di appunti di sue lezioni alla fine degli anni ’20. La precisissima trascrizione, criticamente vagliata, di questi materiali (in parte pure riprodotti in fotografia), costituisce di per sé un notevole accrescimento delle nostre conoscenze sulla cultura del Nostro, e in più permette di collocarlo a fianco di autori che si sono impegnati, nel corso del Novecento, a reinterpretare Dante secondo una chiave di lettura inedita e propria, da Eliot a Mandel’štam a Borges».

Dalla premessa dell’autore. «“Da eterna Poesia a noi vien Dante” potrebbe sembrare, nei versi per Ezra Pound scritti in età avanzata nel 1955, l’unica testimonianza esplicita di Rebora relativa al suo dantismo, che invece accompagna fin dal 1913 il giovane autore dei Frammenti lirici, la raccolta d’esordio che vorrebbe intitolare I guinzagli del Veltro. Ancora prima, in una lettera del 1909, risponde al padre durante un forte contrasto di vedute: “Io sto con Buddha Cristo Dante…” In effetti la Commedia, oltre a rivelarsi una ricca fonte d’immagini e metafore per interpretare e nominare il mondo, anche davanti agli orrori del fronte bellico, offre al poeta milanese spunti concreti per la vita e per l’azione, nei momenti più decisivi, prima ancora che per l’elevazione spirituale».

Roberto Cicala insegna presso l’Università Cattolica a Milano, è editore, critico letterario per «la Repubblica» e «Avvenire», presidente del Centro Novarese di Studi Letterari. Di Rebora ha curato Bibliografia reboriana (con V. Rossi, Olschki, 2002), edizioni critiche (Curriculum vitae, con G. Mussini, Interlinea, 2001), inediti e studi. Con il Mulino ha pubblicato I meccanismi dell’editoria (2021).

La scheda del volume: https://www.mulino.it/isbn/9788815293442 Booktrailer: https://www.youtube.com/watch?v=AIjEcwhJGEA